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Riflessi (con-scrittura) della città a-venire

Installazione site-specific di Paolo Ferrari alla Darsena di Milano

La mia arte accompagna la vita e il pensiero dell’uomo

nel farsi consapevole di quella realtà che manca

e che d’altra parte non visibile ci sostiene nel tempo della vita

sconfiggendo quel senso di morte soffocante

che tende a saturare lo spazio libero originario

adibito alle attività sublimi e complesse di ogni uomo.

P.F.

Un’installazione site-specific di Paolo Ferrari rinnova il volto della Darsena: 17 pannelli pluristratificati realizzati dall’artista-scienziato, scrittore e musicista, si dipanano su più livelli lungo il Mercato Comunale della Darsena. La nuova installazione dal titolo Riflessi (con-scrittura) della città a-venire inaugura sabato 13 novembre alle ore 11,30

 

L’autore, facendo uso di diverse tecniche, ha creato composizioni unitarie a più strati, secondo la teoria di un sistema complesso, in cui spiccano evidenti le diverse fasi di lavorazione: l'elaborazione prende origine da uno scatto fotografico che, grazie alla sovrapposizione di diversi strati digitali e analogici, dà vita a plotter paintings. L’idea progettuale di un raddoppio estetico-scientifico riflette la doppia stratificazione territoriale in cui si trova il Mercato Comunale, un ambiente peculiare in cui confluiscono e dal quale dipartono le acque dei Navigli, proiettato sia verso l’interno che verso l’esterno in connessione con il territorio metropolitano della città.  La Darsena si arricchisce di brani di bellezza, quella bellezza che apporta vitalità al tessuto socio culturale.

 

«L’Installazione realizzata con il contributo della mia equipe multidisciplinare del Centro Studi Assenza – dichiara Paolo Ferrari – genera un sistema complesso che stratifica lo spazio urbano secondo un processo detto Raddoppio in-Assenza, in cui le opere sono concepite come “infiniti aperti” attraversati da due linee parallele e da elementi specchianti. Ciascun pannello è circoscritto da un’ampia cornice bianca in cui le figure fluttuano in libertà senza alcuno sfondo a cui ancorarsi, producendo un ulteriore livello di complessità del sistema opera: grazie allo sguardo attivo e dinamico dell’osservatore, nasce un ulteriore livello di relazione frutto della complicità e della libertà dello sguardo che crea un cangiante gioco di rimandi storici, culturali e formali da ricercare attraverso la contemplazione dell’oggetto artistico.»

 

Obiettivo dell’operazione, che Ferrari aveva proposto con grande successo con un’azione artistica simile già 5 anni fa, è la cura della città, intesa come luogo che promuove partecipazione, integrazione e coesione sociale.