© 2017 by Centro Studi Assenza. Up to date 05/10/2017

Ideata nel 2014 nel quadro delle iniziative culturali

e di valorizzazione del territorio con cui accompagnare

EXPO Milano 2015, l’InstallazioneUn nuovo paesaggio

nutre il viandante introduce un nuovo modello di

interazionecon l’ambiente: nei territori di Gaggiano

e Cisliano un itinerario tracciato da ampie opere

pittoriche mette in rete i luoghi di riferimento civico

dei nuclei abitaticon i punti più isolati della campagna,

includendo elementi del paesaggio e

contemporaneamente aprendo nuove prospettive

da cui osservarlo.

Si tratta di un percorso artistico-paesaggistico

composto da 26 pannelli di grandi dimensioni

pronto ad essere ampliato e arricchito lungo la

strada ciclabile che costeggia il Naviglio Grande

e che collega le aree attraversate dall’Installazione

fino alla Darsena, nel centro storico di Milano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il titolo “Un nuovo paesaggio nutre il viandante” intende proprio esprimere l’interazione peculiare di questa operazione artistico-scientifica con lo spazio, che si fa più ospitale – si fa meglio osservare attraverso i punti che ora attraggono lo sguardo – grazie all’intreccio con una scrittura che, come un contrappunto paesaggistico, propone l’immagine di un territorio differente: gli abitanti, nell’attraversarlo, scopriranno in ogni opera incontrata sulla strada così come nel disegno dell’intera installazione una nuova forma di nutrimento dello sguardo e di arricchimento della sensibilità estetica con cui disporsi a esplorare i propri luoghi. O a costruirne di nuovi.

In tutti gli ambienti attraversati, l’Installazione sembra dar vita a un paesaggio umano che raddoppia il paesaggio agrario che lo circonda.La relazione che innesca con l’ambiente può essere pensata anche come il contrappunto di un brano musicale, dove sul tema di fondo, rappresentato dal territorio conosciuto, viene sovrapposta una nuova linea melodica costituita dai diversi elementi del percorso artistico-paesaggistico: essi rafforzano l’immagine dei luoghi segnandone alcuni punti focali, con un disegno che sottolinea gli oggetti architettonici e gli elementi naturalistici a cui si sovrappone, pur mantenendo una propria autonomia rispetto al paesaggio che li accoglie.

Un paesaggio che nutre il viandante è un luogo divenuto capace di offrire a chi vi si addentri un particolare cibo per la mente, costituito dall’elemento culturale, componente essenziale per l’evoluzione di un abitare che possa corrispondere alla contemporaneità. Nel proporre agli abitanti la possibilità di produrre ulteriori soluzioni di senso del territorio tramite una sosta e una riflessione sulla complessità delle relazioni di segni e di forme introdotte da questo intervento, viene realizzato sul campo un progetto di cura del territorio capace di ampliamento di scelte e perciò di democrazia: l’esperienza di un “diverso conoscere” diviene alimento comune a disposizione di chi desideri acquisirlo nel suo quotidiano transitare.