Teatro del Centro Studi Assenza,
Milano 2011-2012
Milano Clown Festival, 2012

Regia

Paolo Ferrari

Oblida

Erika Carretta

Voce in contrappunto

Aurora Gasparutti

 

Voce d’Africa

Ako Atikossie

Musica in‐Assenza

Paolo Ferrari

Luci

Aurelio Colombo

Scena‐Installazione

I segni con ardore della dimenticanza

 

Costumi

Erika Carretta

 

Di

Paolo Ferrari

Con Erika Carretta

e

Aurelio Colombo

 

Oblida è colei che sa dimenticare. Ha la facoltà di dimenticare, la paura e l’angoscia di non ricordar più niente. Ha il dolore incommensurabile e la potenza del nascere e dimenticare. A questo atto che si svolge sul filo d’un equilibrio mai prestabilito sfida gli astanti e tutto il mondo a voler con lei partecipare. E’ figlia di Io dimentico; il “dio” che promette la possibilità di dimenticare e perciò di scegliere, distinguere, apprendere e conoscere. Oblida è incessantemente visitata dal deus ex machina Io dimentico dal quale fugge e dal quale è generata. Oblida da un lato è padrona e creatrice di questo nascere e morire e dall’altro è ferita nel corpo e nella mente da un dimenticare che è la condizione di ogni umano qualora si ponga ad apprendere. E’ perdita dolorosa della memoria nelle gravi malattie del cervello senescente o nella mancanza nei primi atti di vita degli oggetti d’amore attraverso i quali il pensiero umano può formarsi e respirare. Io dimentico è costruttore di realtà e contemporaneamente distruttore di ogni mondo possibile.

Può darsi che Oblida perda la memoria e che altre entità al posto di quella si aprano la strada attraverso differenti scambi che avvengono incessantemente all’interno del nostro cervello-­mente e nella sua interazione con un mondo che esso stesso costruisce? Sorgeranno possenti un pianto e una risata capaci di dar fine al mondo e di ricrearlo?

Una serata speciale che interroga chiunque sia di questo mondo: una prova-­di‐pensiero per chi partecipa  a quest’evento: Chi sì… Chi no!

Per chi si sofferma a sfidare colei-­che‐dimentica. Dovrà essere disposto a sperimentare la terribile condizione  di vivere e dimenticare. Con chi prova a nascere e poi – chi sa quando – a morire, disperarsi piangere e poi ridere così forte fino a spazzar via il mondo che lo ha generato e che subisce la sua fine per poi forse daccapo ricominciare.

Io-dimentico… (Netto e aperto. Pausa). Dimenticaare (si copre il volto).
Dimentico… Dimentico… Dimenticaa-re… [in crescendo, Voce 2 (contrappunto) da pp a mp]
Dimenticoo… Di-men-ti-co (separando bene le sillabe, si scopre).
Dimentico… Aiuto, di nuovo. Oblio. Obliare. Obliar (comico. Voce 2 canta “dimentico”). […]

P. Ferrari, Io-dimentico/Oblida. Della dimenticanza estrema

© 2017 by Centro Studi Assenza. Up to date 05/10/2017