© 2017 by Centro Studi Assenza. Up to date 05/10/2017

Domenica 23 Settembre 2012

dalle ore 22.00

ALCATRAZ, Via Valtellina 25, Milano

 

Asystemic Composition a1

Experimentum rei 1970-2012

Riflessioni / e-riflessi (in-absentia)

di Paolo Ferrari (Polfer)

 

Installazione  arte-scienza 

per la Festa Finale di MITO ’70’80 Voglia di ballare!

L’Installazione  Experimentum rei 1970 – 2012. Riflessioni / e-riflessi (in-absentia) getta idealmente un ponte tra gli anni’70 – prima stagione sperimentale dell’arte - e la contemporaneità. E’ in gioco la verifica circa l’esistenza (o meno) di una realtà, il rapporto opera d’arte / realtà e il ruolo dell’osservatore-fruitore. Nucleo ideativo e compositivo dell’Installazione è la testimonianza di primi lavori fotografici sperimentali degli anni ’70 di Paolo Ferrari (Polfer). Una ricerca sulla luce e in particolare sui riflessi, sul controluce e sul rapporto positivo-negativo nelle condizioni naturali e in camera oscura. Questa ricerca è il nucleo in-potentia che permetterà successive e varie operazioni artistiche, anche musicali, in diversi ambiti e in particolare recentemente Installazioni idonee alla “cura del territorio”.

L’installazione arte-scienza Asystemic Composition a1 Experimentum rei 1970 – 2012 Riflessioni / e-riflessi (in-absentia) è visibile durante la sera della Festa Finale di MITO. Si compone si compone di 6 plotter-painting su PVC (6m x 4m) con elementi specchianti; 23 tondi PVC a pavimento  (2 m di diametro), di cui 14 elaborati con forme e figure, 9 in vari colori; 2 cartelli con forme e scrittura. Le opere verticali (Plotter-painting) sono ottenute per stratificazioni analogico-digitali (fotografia b. n. – acrilico – stampa digitale su PVC). Il sistema analogico dialoga qui con il sistema digitale - in cui i sensi tendono a svilupparsi in contemporanea, il presente è la condizione prevalente e dove le comunità umane si formano e si sciolgono in tempi e spazi non più contigui. L’osservatore si trova decontestualizzato rispetto a una realtà non più univoca. Si apre un paesaggio urbano d’altro genere, pronto a modificarsi a ogni osservazione e funzione non previste.