© 2017 by Centro Studi Assenza. Up to date 05/10/2017

Una narrazione artistico-poetica si dispiega a ritmare il nuovo percorso cittadino con una complessità di forme e di colori, di materie e di significati, tale da produrre un particolare genius loci – ovvero da fondare un luogo entro lo spazio già trasformato dagli interventi di rigenerazione urbana.
La sequenza delle opere sulla facciata del mercato comunale alterna pannelli orizzontali e verticali in un ritmo di ordine musicale: i primi hanno come tema “la Città che-viene” e originano da scatti fotografici di una città instabile e impermanente, mentre i pannelli verticali sono composti in parte dalla Figura antica-contemporanea, figura umana derivata da antiche incisioni rembrandtiane e da diverse culture extra-europee, in parte da poesie e da versi del poema scientifico

L’Installazione Riflessi (con-scrittura) della città a-venire è realizzata nel cuore di Milano (2016), sulle sponde dello specchio d’acqua verso cui si affaccia il grande spazio pubblico nato intorno alla Darsena. Qui una serie di opere pittoriche apre un nuovo scenario sull’intero bacino, disegnando un’ulteriore stratificazione al progetto di recupero e riqualificazione che ha recentemente restituito l’area alla città.

Collocate lungo il prospetto sull’acqua del mercato comunale coperto, sulla piazza e lungo le aperture della passeggiata verso il viale interno, le opere generano un gioco di riflessi tra il gesto artistico e gli elementi del paesaggio urbano che contraddistingue ora questo tratto di città. Si tratta di 17 opere bidimensionali, alcune con l’inserto di lame specchianti perpendicolari al pannello, altre con piccole sculture in rame nella forma di “infiniti aperti” che fuoriescono dal pannello stesso, in un gioco di elementi tridimensionali appena percepibili nell’andamento complessivo dell’Installazione. 

De Absentiae Natura. La sponda lungo il mercato diviene così una sorta di partitura in cui si intersecano elementi fotografici, pittorici, letterari, a generare un insieme composito che dischiude nuove prospettive – dello sguardo e dell’intelletto – con cui osservare e pensare la città.

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In un dialogo serrato con la città esistente, l’Installazione presenta la città che diviene: cogliendo i soggetti, le forme, i segnali di un mondo più ampio che già si lascia intravvedere, e attivando relazioni complesse tra questo e lo spazio – oltre lo spazio – che lo contiene.

L’intero percorso artistico-poetico-paesaggistico fra la Darsena e i Navigli disegna una rete aperta i cui nodi generano luoghi attivi, fenditure profonde ricche di segni e di significato, entro cui energie libere possono confluire, da cui possono scaturire nuove evoluzioni. Essi scrivono la città a-venire: luogo capace di accogliere il nuovo, spazio che si prende cura dei suoi abitanti invitandoli ad aprirsi ad altro, all’aperto, oltre i confini del quotidiano…