Teatro Out Off ­, Milano 4-23 Dicembre 2001

Tratto da Astratta Commedia di Paolo Ferrari Campanotto editore 1996

Premio internazionale Navarro 1998

Regia

Corrado Accordino

Con

Corrado Accordino

Tommaso Amadio

Sara Armentano

Alessandro Conte

Sabina Villa

Loredana Acquaviva

Chiara Carcano

Silvia Giacomini

Assistente alla regia

Bruno Fornasari


 

Nell'Astratta Commedia è posto in essere il viaggio d'un gruppo di uomini e donne – le a-­persone della  Commedia, interconnesse da legami e parti tra loro scambievoli e non prevedibili data l'ininterrotta mutazione – alla volta d'un nuovo stadio dell'evoluzione, del tutto differente da quello attuale.

In accordo con tali contenuti il luogo teatrale è impostato in modo da mostrarsi il più possibile innovativo con la raffigurazione dei diversi stadi d'un cervello-mente-­corpo associati all'identità non fissa delle a-persone,  in una città rovesciata all'interno d'una scatola cranica, dato uno spazio articolato da peculiari suddivisioni. La musica che accompagna la vicenda è composta appositamente: interagisce con la parola e con il gesto rimarcando e rinnovando il senso di complessità fluttuante a più direzioni, a più punti focali che caratterizza il procedimento teatrale.

Sotto la guida non lineare d’una differente attività del pensare – che si compene tra secondo i suoi differenti livelli nelle diverse a-persone della Commedia – si va scoprendo un nuovo stadio della realtà, non senza ostacoli né resistenze disseminati in ciascuno dei protagonisti lungo la tappa del cammino alla scoperta d’un universo maggiormente dematerializzato e vuoto (assente), pensabile mediante un atto pensante – e un affetto – ad esso adeguato.
L’autore fa convergere diversi linguaggi – del teatro, dell’arte, della scienza teorica e sperimentale, della filosofia e della cura, della poesia e della musica –, onde dar voce e sostanza, nel luogo peculiare del teatro, a una nuova entità reale, per la cui conoscenza il metodo d’indagine delle scienze tradizionali è strettamente correlato con un nuovo sistema (asistema in-Assenza) che agisce da traino alla scoperta d’un universo meno ingombro di materia e di oggetti concreti.
Un’intuizione linguistica di nuovo genere – verbale e musicale – attraversa la scena senza soluzioni di continuità, salvo improvvisi squarci di silenzio, e impegna attori e spettatori sollecitandoli, ora dolcemente, ora più forzatamente, ad essere al medesimo tempo soggetti e artefici dell’altro – il nuovo stadio in-Assenza – che ad esso è affidato per un traghettare umano e oltreumano.

Il ritmo dell’azione è incalzante, e la vicenda passa agevolmente dalla tragedia alla commedia, mostrando aspetti cruenti e dolorosi, ma anche esilaranti e commoventi, in una tensione continua che si esplica non solo sul piano evidente, ma che interagisce nella profondità dell’essere (nonessere) dov’è situato il vincolo che lega la vita alla morte, e viceversa.

“Qual è il tema dell’Astratta Commedia?”
“È assunzione di forma; della forma appropriata che le compete, quell’interazione
che a noi tutti risuoni congrua, in modo difforme da quella che
la vita – la morte – ci hanno fatto finora ritenere sensata.”

P. Ferrari, Scritti circa il Teatro in-Assenza

Scene

Erika Carretta

Anna Colombo

Aurelio Colombo

Musica

Paolo Ferrari

Costumi

Giada Palloni

Realizzazione Costumi

Sartoria Brancato

Tecnico del suono

Dario Palermo

© 2017 by Centro Studi Assenza. Up to date 05/10/2017