Riportiamo integralmente l'articolo 4 dello Statuto che pone i principi, le direzioni e gli intenti a fondamento dell'Associazione Centro Studi Assenza (1994):

ART. 4

L’Associazione che non ha scopo di lucro opera nell’ambito della regione Lombardia. Qui si sono posti l’inizio e il fondamento della sua attività molteplice nel campo della cultura scientifica e del pensiero circa la “cura”, la società e la specie (Homo sapiens).
Si occupa della ricerca, dello studio e dello sviluppo di un nuovo approccio radicalmente diverso dai precedenti, alla condizione di vita di Homo, in particolare delle attitudini relazionali astratte che sono proprie di tale studio evolutivo.
L’area indagata è stata denominata dai ricercatori Assenza o campo dell’Assenza e ne è il mediatore il fattore assenza a.
La ricerca è inserita nell’ampio dibattito culturale e scientifico attuale che concerne lo studio dei Sistemi complessi, le cosiddette Scienze della complessità.
La prospettiva è di unificare in una “grande alleanza” le diverse discipline negli ultimi secoli separatesi, così da preparare un terreno multiarticolato in cui dialoghino fra loro le scienze “dure” – la fisica, la matematica, la biologia – e le scienze dette “umanistiche”.
La ricerca che concerne i “margini dell’Assenza” tende a far emergere un nuovo metodo – secondo il fattore assenza – per mezzo del quale porre in crisi i modelli e i paradigmi prevalenti (e prevaricanti), soprattutto quelli legati ai concetti scientifici e alle espressioni della società che tendono ad escludere, anziché a interagire nel senso più ampio e aperto possibile con le diverse istanze poste in atto dalla condizione umana.
Il nuovo metodo si fa idoneo a interpretare in modo radicalmente nuovo lo stato delle cose e a progettare il futuro in conformità con una probabile mutazione in profondità che non colga unicamente la fine – de-finizione – della storia, bensì proponga la differenza e il salto antropologico che una trasformazione di nuovo genere ammette. Si ritiene difatti che l’estrinsecazione del fattore (o costante) assente che la conseguente attivazione dello stadio assenza induca nell’esistenza umana un radicale mutamento idoneo a superare i limiti d’un passato non solo storico o psicologico, ma anche evolutivo: la specie si prepara ad attuare un suo recesso definitivo dai vincoli precedenti propri dell’animale e della sostanza organica, in generale, verso l’attuazione d’una capacità relazionale assai più astratta, duttile e vuota della fase presente, più idonea a realizzare (includere) l’interezza pluriarticolata d’un sistema complesso assente.
In tale contesto si pone il criterio della relazione per assenza o per differenza secondo il quale l’Altro – inteso come la condizione per cui un soggetto si mostra e si rapporta con il soggetto o l’oggetto dell’esperienza e della conoscenza, nel nostro caso nella relazione più ampia possibile che include ciò che solitamente è emarginato od addirittura escluso (come succede ad esempio con la malattia, in particolare quella mentale, o all’estremo, con la morte) – è assunto nella sua interezza pur deficitaria, senza essere né ridotto né manipolato, così che sia possibile per esso, pur nella sua condizione di precarietà e d’imperfezione, d’essere compreso, accettato e curato (essere preso in cura e accudito) entro il campo vasto e libero del sistema complesso assente.
Al fine di dare impulso alla suddetta ricerca e alla diffusione delle nuove esperienza e conoscenza l’Associazione ha posto la sua sede in un luogo-spazio peculiare – il Centro Studi Assenza - , progettato e costruito nei primi anni ’80 in modo idoneo a supportare gli scopi di studio, di cura e di ricerca. Il luogo contiene opere di diversa provenienza (antiche, contemporanee, di differente culture, in rapporto con le opere dell’Assenza) disposte ad interagire con le linee dello spazio che le incontrano e le attraversano, così da costituire nell’insieme una struttura dalle caratteristiche assolutamente specifiche, pronta a rapportarsi con chiunque con esso si relazioni – sia visitatore casuale, studioso o abitante abituale -. Un siffatto luogo è destinato a diventare in misura sempre maggiore un polo importante della ricerca d’avanguardia, della scienza e della cura; un osservatorio speciale mirato a confrontarsi – com’è vocazione della nuova condizione allo studio ad essere soggetto (e oggetto) inclusivo e interattivo – con le mutazioni radicali, persino antropologiche che, secondo le tesi della ricerca in atto, sono in procinto d’attuarsi, non senza resistenze, in un futuro già prossimo entro i modelli e le credenze che stanno a fondamento della costruzione della realtà, in generale; in particolare entro le strutture che costituiscono l’ordine su cui si reggono i diversi tipi di società e le varie culture, la storia, la teoria e la prassi politiche ed economiche, le discipline scientifiche, umanistiche e artistiche.
L’evoluzione (antievoluzione) inizierebbe così a “sapersi” orientare verso altri sistemi relazionali (anti (anti) relazionali) non ancora noti, dalla complessità maggiormente astratta [anti (anti) complessità]; ciò favorirebbe il completamento e l’eventuale superamento dell’organizzazione in profondità della specie Homo sapiens s., così da essere – ogni qualvolta sia possibile – sempre meno vincolata all’immediato, staccata da quella sua incoercibile tendenza al concreto e alienato disporsi che non apre alcuno sbocco realisticamente possibile, innaturale impedimento allo sviluppo della propensione specifica di codesta specie ad essere organismo astratto (capace di linguaggi simbolici e astratti).
Questo spazio è dunque aperto alla cittadinanza, a chiunque ne voglia usufruire e partecipare per mezzo di personali contributi d’intelligenza, di cultura e d’”affetto” idonei a rapportarsi con le proposizioni e gli atti che dalla ricerca in progress giorno dopo giorno si vanno esplicitando.
In esso l’Associazione proporrà l’organizzazione di seminari, convegni, corsi, manifestazioni culturali in generale e, in particolare, promuoverà quelle iniziative concernenti il campo musicale e artistico che per il loro valore apportino contributi significativi al nuovo livello dell’attività cosciente e pensante. Per il conseguimento dell’oggetto sociale l’Associazione potrà dotarsi di strumentazioni, tecnologie, beni mobili e immobili oltre che provvedere alla gestione finanziaria del patrimonio. L’Associazione potrà attribuirsi una capacità editoriale allo scopo di provvedere da se medesima alla migliore divulgazione delle opere prodotte dalle sue attività di studio e di ricerca. Altresì l’Associazione ha la facoltà di assegnare borse di studio o analoghe forme di sostegno economico perché ricercatori e studiosi appartenenti alle diverse discipline scientifiche, umanistiche e artistiche possano, nel modo migliore e secondo le loro inclinazioni e professionalità peculiari, contribuire alla realizzazione dell’intendimento e delle finalità dell’Associazione.